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Cultura del cibo

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  • Un blog in funzione da maggio 2009 che continua, con l'apporto di amiche e amici, gli argomenti del libro “Ricette scorrette”: ricette ma anche recensioni, avvenimenti, commenti sul tema della cucina che si arricchisce con l'apporto dei nuovi cittadini.

    http://ricettescorrette.noblogs.org

     

     

  • Non è vero che gli eroi vivono di sola avventura!
    Sandokan e Yanez, appena possono, lasciano carabina e kriss e mangiano con appetito quello che la jungla e i cuochi improvvisati riescono a preparare: babirussa arrosto, riso e fagiuoli secchi, anitra bramina arrostita, mostruose frittate, sogliole larghe come un cappello, carri di pesce secco ed erbe aromatiche.
    Sono piatti che lo scrittore Emilio Salgari ha immaginato sulla scorta delle enciclopedie e dei libri di viaggio, e soprattutto della sua fantasia. Sono un incontro tra ingredienti esotici e cucina tradizionale, una sorta di meticciato inconsapevole evocato da un italiano del primo Novecento.
    Partendo dagli episodi dei libri del ciclo dei Pirati della Malesia, questo libro propone una serie di piatti che sono consapevolmente meticci: mantengono la forza dell’avventura dei pasti di Sandokan e Yanez e fanno incontrare la cucina italiana dell’Ottocento con gli ingredienti che stanno arrivando insieme ai nuovi cittadini da tutto il mondo.
     

  • Piccolo ma succoso libro dedicato alle ricette dei migranti, suddivise per capitoli dedicati alle aree geografiche preceduti da documentati testi introduttivi sulle caratteristiche dell'insediamento delle varie nazionalità.

    Un libro che sparte dal concetto che "La cucina gioca un ruolo infraculturale molto importante"

    Prefazione dal titolo "Ricette scorrette".

     

     

  • Andrea Staid decostruisce il modello multiculturale caro ai media progressisti (o presunti tali), verificando le proprie tesi in decine di interviste a lavoratori migranti da cui sono stati selezionati ed elaborati i racconti più significativi di muratori, badanti, manovali, contadini e attivisti politici.
    La postafzione (Migranti anche in cucina) affronta il tema del meticciato nell'alimentazione dei nuovi italiani.

     

     

  • Il venerdì ogni quindici giorni a JallaJalla, sulle frequenze di Radio Popolare, con Nello Avellani ai microfoni. “Pummarola Boat”, rubrica alla ricerca che si occupa dei nuovi ingressi in cucina. Ogni puntata si racconta un ingrediente “straniero”, mentre un'intervista illustra il suo uso nella cucina italiana
    http://ricettescorrette.noblogs.org
    http://mir.it/servizi/radiopopolare/blogs/jalla

  • saggio nel catalogo della mostra - vd. mostre

    anche: Il servizio "alla francese", pp. 33-35

     

     

  • il venerdì ogni quindici giorni a JallaJalla, sulle frequenze di Radio Popolare, con Paolo Maggioni ai microfoni. “Pummarola Boat”, rubrica alla ricerca dell'origine dei piatti identitari italiani: ogni puntata il racconto di uno di essi e un'intervista con una ricetta che va oltre le tradizioni e si contamina con altre culture. Perché l'identità (se esiste) si muove.
    http://ricettescorrette.noblogs.org
    http://mir.it/servizi/radiopopolare/blogs/jalla

  • Un museo "da gustare", non solo da osservare. È la proposta del volume, una inedita guida pensata per aiutare il visitatore dei Musei del Castello Sforzesco di Milano ad apprezzare non solo il valore formale delle opere conservate, ma anche il loro significato "gastronomico". In effetti, arte e cucina hanno sempre avuto nel corso della storia un legame molto stretto: al di là del fatto che ceramisti, vetrai e orafi abbiano realizzato servizi per le mense più lussuose, spesso artisti e cuochi hanno condiviso un medesimo progetto, configurandosi per molto tempo il banchetto come una grandiosa scenografia in cui cibi e strumenti convergevano nella costruzione di un apparato completo, per quanto effimero. Arte e cucina condividono molto spesso, come si vedrà, un analogo substrato culturale. L'arte figurativa costituisce inoltre una fonte documentaria indispensabile per lo studio delle abitudini alimentari, per conoscere che cosa si consumava e come. Questa guida costruisce quindi un divertente gioco di relazioni, abbinando ad alcune opere esposte una ricetta gastronomica contigua per epoca, area geografica e contesto: l'accostamento accende relazioni in entrambe le direzioni, dall'opera d'arte alla cucina e viceversa, incrociando dati storici e suggestioni culturali, in maniera agile e non sistematica. Di ogni ricetta si pubblica sia il testo originale sia una sua "traduzione" che permetta di riprodurla con ingredienti oggi facilmente reperibili.
    http://www.skira.net/dettaglio.phpisbn=8857207148&back=visita_guidata.ph...
     


  • Il venerdì ogni quindici giorni a JallaJalla, sulle frequenze di Radio Popolare, con Paolo Maggioni ai microfoni. “Ricette scorrette”, rubrica di cucina meticcia: ogni puntata una intervista con una ricetta ponte tra le tradizioni italiane e quelle di altre culture.
    http://ricettescorrette.noblogs.org

  • Ci sono poche cose che definiscono un popolo più della sua cucina: il cibo non è solo sapore ma anche appartenenza, legame profondo con la propria comunità. Chi si trasferisce in un altro paese è obbligato a cambiare abito e lingua, ma cerca sempre di conservare qualcosa della cucina originaria.
    In Italia, nazione che affida molta della propria identità alla tradizione culinaria, l'immigrazione è un fenomeno relativamente recente e le abitudini a tavola delle nuove popolazioni vengono spesso tenute ai margini. Tuttavia, fermo restando il predominio di pizza e spaghetti, ci sono persone curiose che, nel silenzio delle loro cucine, stanno cominciando a mischiare i sapori e a ibridare le tradizioni, cioè a creare nuovi piatti.
    A volte aggiungono o sostituiscono ingredienti alle ricette del loro paese di origine, a volte modificano piatti italiani secondo i propri gusti oppure creano accostamenti inconsueti tra pietanze diverse. Sono ricette scorrette che non si trovano sui libri di cucina, né su quelli italiani né su quelli etnici: hanno sapori imprevisti, ingredienti nuovi, gusti che contaminano felicemente la presunta correttezza della ricetta originale.
    Questo libro pubblica ricette ma non è un ricettario. Di solito un libro di cucina stabilisce quali sono le regole davanti ai fornelli. Qui invece ogni piatto è un atto di invenzione individuale, un sorprendente incontro di tradizioni e sapori raccontato in prima persona da quanti si sono divertiti, più per gusto che per necessità, a sperimentare nuove pietanze.
    http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idaut=137&idlib=251

    3° classificato categoria Foreign
    GOURMAND World Cookbook Awards
    Parigi 12-15 febbraio 2010

  • In questo volumetto Veronelli si è divertito a raccogliere alcune ricette che, pur essendo considerate leccornie in alcune culture, risultano invece più o meno disgustose per altri immaginari alimentari..
    La Postfazione (Gusti e disgusti al tempo della globalizzazione - Tre ricette per altri disgusti) aggiorna questa nuova edizione con una rinnovata veste grafica sui nuovi gusti e disgusti alimentari che si stanno diffondendo in quest'epoca di globalizzazione.
    http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=227#

     


     

  • Chi l'ha mai detto che solo la cucina ricca è buona? La minuziosa indagine di Andrea Perin raccoglie in questo volume di ricette cinquanta piatti tratti dai ricettari di difesa alimentare della Grande Guerra. Le ricette commentate sono l'occasione per raccontare la cultura e il gusto delle classi minori italiane all'inizio del Novecento, scoprendo come anche la cucina sia stata una forma di distanza dal potere. Tra pietanze e aneddoti si distende una narrazione sui sapori e sulla fantasia di una gastronomia inventata con alimenti poveri, lontana dalla stucchevole mitologia della "bella cucina dei tempi andati". Tutte le cinquanta ricette sono state testate dall'autore insieme ai suoi amici, lasciando che il giudizio sul gusto fosse l'ultima parola per la pubblicazione.
    Da http://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idaut=137&idlib=189